L’inverno impossibile

L’altro giorno, bloccato dalla neve e impossibilitato a raggiungere il luogo di lavoro, ho passato buona parte del tempo a spalare neve. Questo ha permesso lo scorrere di pensieri nella mia testa immerso nel silenzio fiabesco del mio cortile.
Pensiero numero uno.
Ho realizzato innanzitutto che, se le mie gambe sono ben allenate dalla corsa, la stessa cosa non posso dire dei miei muscoli del tronco. La schiena e le braccia stentano ancora a realizzare che l’inverno e la neve siano possibili.
Pensiero numero due.
Possiamo arrabattarci quanto vogliamo per pianificare i nostri appuntamenti, ma per fortuna la natura ogni tanto ci ricorda quanto impotenti siamo. Credo faccia bene al nostro ego umano pensare che basta uno scoglio per affondare una nave da miliardi di tecnologia, o un po’ di neve a scombussolare le abitudini e le sicurezze di tutti.
Pensiero numero tre.
Eppure non tutti accettano questo ragionamento, a mio modo di vedere, elementare.
I miei muscoli si sono fatti una ragione di uno sforzo non previsto. Ma, si sa, i muscoli sono solo fasci di fibre, non ammassi magici di neuroni. Eppure hanno più capacità di adattamento del nostro cervello.
Nella stessa giornata ho avuto occasione di frequentare un ambiente pullulante di liberi professionisti, uomini in giacca e cravatta.
E da qui il pensiero numero quattro.
Per alcuni l’imprevisto dell’inverno non è accettabile.
In questo ambiente svariati si lamentavano della inefficienza del comune nel pulire le strade. “Non è possibile che per un po’ di neve sembri di essere in Siberia” tuonavano alcuni lungo i corridoi.
“Mi sono pure storta una caviglia…” lamentava una signorina in tacchi a spillo.
Tutti lamentavano l’inefficenza di qualcuna altro.
Qualcun altro doveva spalare la neve dal loro cortile, dalle loro strade, dai loro appuntamenti.
Avrei dato loro ragione se avessi sentito lamentele del genere nei pressi di un ospedale, ma non era esattamente li che mi trovavo.
Sembravano tutti incapaci di accettare che ogni tanto, d’inverno, viene la neve.
Così, senza preavviso.
Senza appuntamento.
Senza una bolla di accompagnamento.
Bisogna coalizzarsi tutti insieme per rispedire l’inverno al mittente, se non arriva accompagnato da una bolla di consegna.
L’inverno nella testa di alcuni non è più possibile.
Non è accettabile.
Bisognerebbe vietarlo per legge.

L’inverno impossibileultima modifica: 2012-02-07T16:04:12+01:00da claudioscara
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