Dall’ufficio immigrazione…

Questa mattina arriva da me Khaled.

Khaled è turco, curdo ci tiene a precisare. E’ un rifugiato politico, mi racconta che è in Italia da 3 anni, per tre anni ha fatto il muratore e adesso non ha un lavoro. Sono 6 mesi che non lavora, non trova più niente, neanche in nero. Ha speso tutti i soldi, per mangiare, per l’affitto.

Se torna in Turchia l’arrestano.

Quando non ha più potuto pagare l’affitto se n’è andato di casa.

Dorme qualche sera in casa di amici, altre notti dorme nei parchi.

Ogni tanto chiede agli amici qualche soldo per mangiare, ma sa che non li potrà restituire.

In Turchia però ha un negozio di alimentari, a 200 km da Ankara.

L’anno scorso io in Turchia ci sono stato, e mi è piaciuta da matti. Mi è piaciuta molto anche la gente, disponibile, accogliente, calda.

Ora Khaled, turco, curdo e con molta fame è seduto davanti a me, e io non so cosa fare. Aspetta sulla sedia arancione e guarda il pavimento. E’ una persona molto educata, posata e mite.

In più si vergogna della sua fame.

Non so cosa fare. Lui ha un appuntamento con l’assistente sociale lunedì, per vedere se e come dargli una mano.

Telefono a tre parrochie della città, tutti mi danno la stessa informazione: a Carpi non ci sono mense per chi non può permettersi da mangiare.

Devo dargli questa informazione, ma sto malissimo. Lo devo smarrire, rispedirlo per strada.

Ci consultiamo e non sappiamo cosa fare. L’unica cosa che ci viene in mente è che, se finge di stare male davanti al pronto soccorso, qualcuno lo soccorrerà e gli darà da mangiare. Ma nessuno di noi se la sente di dirglielo.

Mia mamma fino a qualche anno fa lavorava in una mensa aziendale. Dopo due minuti dalla chiusura doveva buttare obbligatoriamente nel pattume vassoi di roast-beef, verdure grigliate e piatti di pasta, sotto l’occhio vigile del responsabile delle norme sanitarie per il buon funzionamento della mensa. Non poteva portarli a casa neanche se diceva che li prendeva per il cane.

Ho il sospetto che c’è qualcosa che non funziona.

Dall’ufficio immigrazione…ultima modifica: 2009-07-03T12:57:51+02:00da claudioscara
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Un pensiero su “Dall’ufficio immigrazione…

  1. grazie per condividere l’esperienza, e lo smarrimento.
    a Barcellona di recente hanno fatto il censo degli indigenti per strada, e c’è abbastanza sensibilità al tema, mense varie.. la prossima volta mandalo qua.. o in stazione a Rimini (Giovanni XXIII), a Roma (Sant’Egidio)…

    aggiungo una postilla all’aneddoto della mensa aziendale, sentendomi chiamato in causa come collega di coloro che stabiliscono le ‘norme igienico-sanitarie’:
    norme che in nome della sicurezza alimentaria (per salvarci da un improbabile caghetto), fomentano una cultura che contribuisce allo spreco mondiale, all’eccesso di domanda alimentare e pressione ecologica sul pianeta, e all’insicurezza alimentaria (leggasi fame) di molti.
    da che parte sta la salute???

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