Inceneritori e dintorni

5bf55569cdd30e1720398f47568887aa.jpgPremesso che la gente nella mia strada (a Modena) continua ad usare il bidone per i rifiuti biologici come se fosse un bidone per la raccolta non differnziata (buttandoci bottiglie di plastica o altro materiale non recuperabile), oggi si fa un gran discutere sulle conseguenze degli inceneritori per la salute.

Io non sono ancora riuscito bene a capire di chi devo fidarmi.

Intanto ho fatto un po’ di ricerca, molto semplice, come mi hanno insegnato a fare alle elementari: confrontare più idee e metterle a confronto.

Questa che ho trovato mi sembra interesssante: due studiosi della Università di Modena (ricercatori del Laboratorio sui Biomateriali), la dott.ssa Antonietta Gatti e il dott. Montanari, hanno fatto uno studio sulle nanoparticelle (pm 2,5).

Gli studi hanno dimostrato come l’inalazione o la  ingestione di queste sostanze possano fare insorgere malattie respiratorie di vario tipo, tumori, e patologie del genere. Questi studi hanno indotto i ricercatori a coniare il termine nanopatologie.

Pubblico qui di seguito alcune idee in contrapposizione agli inceneritori, e possibili alternative a confronto. La fonte è Beppe Grillo, del quale credo si possano criticare certe idee e atteggiamenti, ma credo si debba fare tanto di inchino quando fa informazione seria (mi pare) e davvero alternativa. E quando usa fonti scientificamente attendibili.  Di seguito metto anche le interviste ai due ricercatori dell’Università di Modena. E’ un quarto d’ora di video, spezzato in due. Sempre meglio che un quarto d’ora i tivvù.

Se volete sapere qualcosa di più sulle nanopatologie e sulle ricerche di Modena cliccate qui.

Per vedere una intervista di Arcoiris alla Dott.ssa Gatti cliccate qui.

Buona Lettura e buona visione!! 

8 ragioni per dire no agli inceneritori

1. L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine

2. L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti

3. Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze.

– le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche

– i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso

– l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare

4. Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti

5. Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici

6. Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti

7. In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo

8. I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio e bioessicazione

1. Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)

2. Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale

3. Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato

4. Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione

5. In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:

– il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato

– il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare

– il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica

6. La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

 

 

 

Inceneritori e dintorniultima modifica: 2008-02-07T17:00:00+01:00da claudioscara
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