Il bilancino

6ff638e0f286f95479cecf48298ce727.jpgIntervento di Marco Travaglio al Parlamento Europeo (13/11/2007). Il giornalista spiega la sequenza temporale dei fatti sul “caso Italiano De Magistris”.

Ogni tanto mi capita, di fronte ad avvenimenti figli di una certa comtemporanea “italianità”, di pensare che forse devo vergognarmi di essere italiano. Più che di pensare, di sentire, è un moto emotivo, alle volte difficilmente controllabile, che rischia di far insorgere solo emozioni limitrofe alla rabbia.

Per fortuna ogni tanto sento parlare persone del genere di Travaglio, e allora mi sento un po’ fiero di essere italiano.

Ma non so ancora da che parte pende la bilancia.

E voi?

 

Marco Travaglio (Biografia, da Wikipedia

Conseguita la maturità classica al Liceo Salesiano Valsalice di Torino si è laureato prima in Lettere con indirizzo moderno e settore storico, e poi in Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Torino. Ha cominciato la propria attività come giornalista free-lance in piccole testate di area cattolica, come “Il nostro tempo“. Con lui c’era anche Mario Giordano. Lì conobbe Giovanni Arpino che, nell’ottobre del 1987, lo presentò a Indro Montanelli il quale, alla vigilia di Pasqua del 1988, lo chiamò a collaborare al Giornale. Quando, nel 1994 Montanelli lasciò il quotidiano che aveva fondato venti anni prima, lo seguì, con altri cinquanta redattori, nella breve esperienza de La Voce. La sua principale area di interesse è la cronaca giudiziaria, dalle questioni legate all’antimafia, ai fenomeni di corruzione, a partire dalla cosiddetta inchiesta Mani pulite, sviluppata sotto forma di indagini e raccolte storico-giornalistiche. Più di una volta i suoi articoli hanno suscitato le ire dei politici, spesso senza distinzione di schieramenti. Prima del 2001 ha pubblicato sul mensile il Borghese, in versione integrale e a puntate, le intercettazioni telefoniche fatte dalla polizia al movimento Lotta Continua (inclusi Gad Lerner, Giuliano Ferrara, Andrea Marcenaro e Luigi Manconi il giorno seguente l’arresto di Adriano Sofri per l’accusa dell’Omicidio Calabresi. Secondo Dagospia, “nei nastri registrati dall’autorità giudiziaria se ne sentono di tutti i dolori e colori. Tale iniziativa ha causato insofferenza nei confronti del giornalista da parte di numerosi ex movimentisti di allora, ivi incluso Flores d’Arcais. Il 14 marzo 2001 durante un’intervista nella trasmissione Satyricon, ideata e condotta da Daniele Luttazzi, presenta il suo libro L’odore dei soldi, due mesi prima delle elezioni, successivamente lo showman che lo aveva ospitato viene allontanato dalle reti televisive. L’intervista scatenò dieci citazioni a giudizio intentate nei confronti del giornalista, tutte quelle arrivate a giudizio risoltesi con l’assoluzione per l’imputato e la condanna dei querelanti al pagamento delle spese processuali. Dal 14 settembre 2006 è ospite fisso nella trasmissione di approfondimento giornalistico Anno Zero, condotta da Michele Santoro, dove conduce una rubrica dal titolo Arrivano i mostri. Tra le sue ultime battaglie si ricorda una decisa opposizione alla legge di indulto del 2006 promulgata dal Parlamento, da lui considerata un indegno “colpo di spugna” a favore della parte corrotta della classe politica. In una puntata della trasmissione “Annozero” di Santoro, ha anche espresso il suo parere negativo nei confronti della legge Mastella (approvata nel luglio 2007 dal Parlamento), da lui considerata una “legge bavaglio”, poiché fortemente limitativa nell’utilizzo, da parte dei giornalisti, delle intercettazioni telefoniche. L’8 settembre 2007 ha aderito al V-Day lanciato da Beppe Grillo, partecipando alla manifestazione che prevedeva una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare, con un discorso tenutosi in piazza Maggiore a Bologna.

Il bilancinoultima modifica: 2007-11-28T12:05:00+01:00da claudioscara
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