Il Mixer

2f117637c03760c2bfac666b098dfcf7.jpgNel tritatutto dell’informazione ci sentiamo spesso disorientati, non sappiamo cosa credere e a chi credere.

Siamo bombardati di immagini e parole. La gente non sa più a chi credere, e capita sempre più spesso di sentire qualcuno che, in preda a questo disorientamento (o allo sconforto), dice la frase che tutti noi si sono prima o poi sentiti dire, o che qualche volta abbiamo detto noi stessi:

“Tanto sono tutti uguali !”

Sono tutti uguali i politici, i poliziotti, i magistrati, quelli del nord e quelli del sud, gli immigrati, ecc.

Questo modo di porci nasce dalla nostra incapacità a fare distinzioni.

Ognuno di noi ha, a suo  modo, la conoscenza. Quello che oggi non abbiamo è la capacità, o meglio la possibilità, di RI-CONOSCERE. E allora non ri-conosciamo più, secondo i nostri parametri di giudizio, ciò che è  buono o cattivo, ciò che è giusto o sbagliato, ciò che è bello da ciò  che è  brutto. Se non riusciamo più  a distinguere a riconoscere e a discriminare il nostro cervello, per difesa, alza bandiera bianca, e si nasconde dietro il pregiudizio.

Il modo migliore che abbiamo per ri-conoscere credo sia quello di andare a vedere chi è che ci sta parlando, che storia ha, e quale credibilità  siamo quindi disposti a concedergli.

Questo credo che dobbiamo fare oggi per farci una idea di quello che ci gira intorno, in particolare per quanto riguarda fatti di interesse nazionale o internazionale.

Utilizziamo questo modo di pensare…

Fabrizio de Andrè scriveva:

 

“Una volta un giudice giudicò chi aveva dettato le leggi. Prima cambiarono il giudice, subito dopo la legge”

Il video che potete vedere sotto è tratto da una intervista di Arcoiris a Giancarlo Caselli, del quale copio la biografia trovata su Wikipedia.

Gian Carlo Caselli (Alessandria, 9 maggio 1939) è un magistrato italiano. Conseguita la maturità classica presso il liceo Salesiano Valsalice, si è laureato in giurisprudenza con la tesi Concubina pro uxore-Osservazioni in merito al c. 17 del primo Concilio di Toledo, pubblicata dalla Rivista di Storia del diritto italiano, presso l’Università di Torino in cui dal 1964 è assistente volontario di storia del diritto italiano. Nel dicembre 1967, vinto il concorso in magistratura, è stato destinato al Tribunale di Torino, ove nei primi anni settanta è stato giudice istruttore penale. Dalla metà degli anni settanta sino alla metà degli anni ottanta, ha trattato reati di terrorismo riguardanti le Brigate Rosse e Prima Linea. Nel 1984 ha fatto parte della Commissione per l’analisi del testo di delega del nuovo codice di procedura penale e nel 1991 è stato consulente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Dal marzo 1986 al 1990 è stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel 1991 è stato nominato magistrato di Cassazione ed è divenuto Presidente della Prima Sezione della Corte di Assise di Torino. Dal 15 gennaio 1993 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo. Dal 30 luglio 1999 è Direttore generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Dal marzo 2001 è il rappresentante italiano a Bruxelles nell’organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata. Attualmente è procuratore generale di Torino. Secondo Marco Travaglio essendo probabile nel 2005 la nomina di Caselli a procuratore nazionale antimafia il governo Berlusconi III per evitare questo effettua una modifica legislativa. Viene quindi presentato un emendamento dal senatore Luigi Bobbio (AN) alla legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario (la cosidetta “Riforma Castelli”). Con questo emendamento, Caselli non potè più essere nominato per quel ruolo per superamento del limite di età.

 

Il Mixerultima modifica: 2007-11-21T10:35:00+01:00da claudioscara
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Un pensiero su “Il Mixer

  1. Oh,
    non ci credo che hai usato quella frase..
    “Una volta un giudice giudicò chi aveva dettato le leggi. Prima cambiarono il giudice, subito dopo la legge”
    Sono stato giorni ad ascoltare a ripetizione quella canzone, in macchina, col volume al massimo e le emozioni che mi scendevano dalla pelle.
    Sognavo di scriverci sopra una sceneggiatura, sbatterla in un vdeo e costruirci un film, su quella canzone. tutta!
    che poi tra l’altro finisce dicendo:

    “Oggi, un giudice come me,
    lo chiede al potere se può giudicare.
    Tu sei il potere.
    Vuoi essere giudicato?
    Vuoi essere assolto o condannato?”

    Che potrebbe essere un finale alternativo al tuo articolo!
    In effetti secondo me funziona proprio come dice il testo. Il potere siamo noi!
    I media di massa fanno si che ci costruiamo un frullato della loro cazzo di realtà creata ad hoc per il commercio, ma quello che noi possiamo fare è pensare di essere, nel nostro piccolo, il potere.
    Informarci e guardare il mondo con occhio critico, fare passi verso un’informazione sempre più nascosta, giudicare.

    Bell’articolo! E poi c’è anche il filmato di arcoiris.. eheh

    Baci
    Marco

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