Tramonto a Venezia

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Venerdi 2 Novembre, ponte lungo, io e Cri siamo andati in quel di Venezia per fare una giro in questa bellissima città.  Da notare alcuni particolari interessanti.

Partenza da Modena alle ore 7:01. Cambiamo treno a Bologna, e prendiamo un Regionale diretto a Venezia. Una volta c’erano i treni interregionali,  poi li hanno aboliti, per mettere dei treni che chiamano regionali e che vanno da una regione all’altra (chiaro, limpido, no?). Sul binario una signora mi chiede se questo treno regionale passa da Padova, e ho una crisi di panico.  Rispondo di si.

Scopro poi sul treno che, sul biglietto che ho acquistato su internet,  il “presente biglietto è valido solo per viagggi effettuati con i treni del trasporto regionale,” e inoltre che “non è valido per effettuare  viaggi su treni della deivissione passeggeri  N/I (EXP, IC, IC Plus, ICN, EC, ES, TOK, ES City, Es, Av)”.  Sono tentato di chiamare il mio avvocato.

A Ravenna il treno brulica di gente di ogni età, e tutti sono in piedi e non è possibile nemmeno andare in bagno senza passare fra decine di persone.  Ovviamente scendono tutti a Venezia, e alla stazione Santa Lucia il treno sembra un treno di bestiame.

Ci pisciamo addosso, e il bagno della stazione è ovviamente a pagamento, bisogna inserire un euro per entrare.  Ovviamente abbiamo solo cinquanta euro.  Cri rischia la crisi di panico.   Ci avventuriamo nel primo bar fuori della stazione. Prendiamo due caffè, e chiadiamo del bagno. La fila per il bagno meglio non descriverla. Il bagno si:  1 mt x 1 mt,  interno in finta radica, odore agghiacciante, micro-water lillipuzziano. Se al barista gli si rompe il bagno, fallisce.  Cri risorge a vita nuova.

…Calli varie…

…Piazza San Marco…

…Basilica di San Marco:  coda di xx metri, ingresso a pagamento…

…Campanile di San Marco:  coda di xx-1 metri, ingresso a pagamento…

Isola di Murano:  l’isola è molto carina e raccolta. C’è meno gente, è venuto fuori un bel sole, e si preannuncia un bel tramonto sulla laguna.                                                                                                                                                    Abbiamo il traghetto per il ritorno alle 16 e 25,  ci hanno detto che impiega mezz’ora per arrivare in stazione e abbiamo il treno alle 18:   siamo perfetti!

Ore 16 e 20:   duecento persone in coda per prendere il traghetto, che puntualmente arriva già pieno di gente e non riesce più a caricare nessuno. Si vedono nell’ordine:  una vecchia che rischia lo svenimento,  bambini impauriti,  turisti inglesi insofferenti.

Comincia il tramonto.

Turisti italiani che cercano di evitare la fila.

Turisti inglesi incazzati.

eca2b0c3a2b58e6830b87302afd06b95.jpgLa chiatta su cui attendiamo il battello è priva di addetti alla sicurezza e di ogni tipo di protezione. A un metro dall’acqua ci siamo noi due e qualche famiglia con bambini. Dietro di noi una folla esagitata di almeno duecento che quando vede all’orizzonte passare un battello, ovviamente spinge.                                                             Siamo perfetti!                                                                                                                                             Una bambina deve fare pipi, la mamma le dice “Ti prego, stringi le gambe!”.

Telefonate agli addetti del servizio battelli.  

Urla.  

Telefonate alla polizia.

Telefonate ai carabinieri.

Turisti inglesi che battono sui vetri quando passano battelli, e mostrano il dito medio.

Il cielo pare infuocato, è davvero un bel tramonto.

La bambina fa pipi sulla chiatta.

Un esagitato al telefono con chissachi sbraita “Facciamo un casino, diamo fuoco al battello e rovesciamo tutto!!”

Arriva la nave-pattuglia della polizia municipale (anche lei 1 mt x 1 mt).  Il comandate ai duecento e passa in coda chiede: “Cosa sta succedendo?”

Urla.

Il tramonto è finito.

Arriva un battello vuoto, saliamo rischiando di venire catapultati in acqua. Gli animi di quelli che sono riusciti a salire si calmano, quelli che sono rimasti a terra non lo so.

Un bambino racconta barzellette da grandi.

Una vecchia dice che lei viene da Roma e una cosa così non l’aveve mai vista, dice che a Roma ‘ste cose ‘un se vedono.   Sono indeciso se chiamare il mio avvocato o il Gabibbo.

Fuori è buio.

Arriviamo in stazione, sono le 18 e 15 e abbiamo perso il treno. Per fortuna ce n’è un’altro fra mezz’ora, e per fortuna abbiamo visto un bel tramonto!!

Il treno del ritorno ovvimente era…

P.S.: Alcune foto presto saranno inserite nell’album “Scatti”.

Tramonto a Veneziaultima modifica: 2007-11-06T10:30:00+01:00da claudioscara
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